
Quando nel 2017 salirono sul palco di X Factor per i provini per il programma, apparve subito chiaro che avevano una marcia in più rispetto agli altri concorrenti.
I Måneskin, una bomba. Il look giusto, un sound pazzesco, una apparente, inscalfibile sinergia di gruppo, un frontman capace di competere con i più grandi del passato e del presente. Pur essendo romanissimo.
Damiano David, bello e affascinante, con una voce roca e inconfondibile, con una presenza scenica rara, pur senza i protagonismi che spesso affliggono chi calca le tavole del palcoscenico. Per i Måneskin fu subito successo clamoroso, nonostante non abbiano vinto il programma. Anzi, chi soffiò loro la vittoria finale, Lorenzo Licitra, non venne proiettato tra le stelle. Al contrario fu sommerso dagli insulti degli haters, ingiustamente.
I Måneskin non hanno bisogno del primo posto per andare avanti. Di lì a poco pubblicano il primo album e partono per una tournée europea, sempre sold-out. Nel 2021 poi partecipano al festival di Sanremo e, prima band rock, sbaragliano la concorrenza. Il podio è loro. Poi passano all’Eurovision Song Contest e stravincono pure lì. Ma quello è il pass per un successo mondiale.

Questi ragazzi di poco più di vent’anni sono a tutti gli effetti rock-star. Nessuno si scandalizza delle loro provocazioni, dei tatuaggi, del look ambiguo, dell’identità sessuale mutevole per quanto si sono raccontati, propria della loro generazione. Anche se, a quanto risulta, l’unica bisex o lesbica è Victoria De Angelis, la bassista italo-danese che ha trovato il nome del gruppo. Come sanno anche i sassi, in danese Måneskin significa chiari di luna.
In pochi anni sono diventati rock star mondiali. La maggior parte dei loro coetanei dedica la fine dell’adolescenza a cercare di capire cosa vuole dalla vita. Damiano, Victoria, Thomas Raggi ed Ethan Torchio – i Måneskin al completo – si sono ritrovati da baldi e speranzosi ragazzetti che si esibivano in via del Corso a Roma il sabato pomeriggio, raccogliendo le offerte dei passanti, a rock star mondiali catapultati nell’olimpo dei numeri uno.
Una pressione unica, in cui le singole individualità devono convergere nella costruzione di un progetto comune.

Ma Damiano medita in silenzio altro. Ad essere generosi, almeno metà del successo del gruppo dipende dalla sua bellezza, bravura e carisma. Certo, sono un’ottima band e suonano grandi pezzi, ma senza un frontman così la storia sarebbe diversa.
Così succede quello che era altamente probabile capitasse. Nel 2024 Damiano senza grandi proclami pubblica un disco da solista, molto più pop di quelli della band. Dice di volersi prendere una pausa, ma l’impressione è che la pausa sarà molto lunga, forse definitiva. Nel frattempo, si è trasferito a Los Angeles e ha cambiato genere musicale, look e fidanzata. Ora punta molto più su un aspetto morbido e accattivante. Va detto che, nonostante la qualità dei lavori, il riscontro del pubblico non è lo stesso di quello dei Måneskin. Come pure Victoria ha avuto un riscontro minore pubblicando un suo disco. A breve pure Thomas Raggi farà uscire un progetto da solista.
È la fine del gruppo? La risposta è…

Per capire le sue scelte, artistiche e umane, c’è un sistema ottimo. Interpretare il tema natale di Damiano.
Nasce a Roma l’8 gennaio del 1999. Le cronache astrologiche non riportano l’ora di nascita ma in un post sui social ha dichiarato di avere l’ascendente Capricorno. È il secondogenito di una coppia di assistenti di volo, che gli hanno insegnato l’inglese e l’amore per i viaggi.
Ha un viso scolpito, particolare, indubbiamente bello ma, nonostante la vistosa determinazione e serietà del Capricorno, è una persona gentile e piacevole. Ha infatti Marte e Luna in Bilancia, senso estetico e amore dell’armonia. Aggiungiamo Venere, Urano e Nettuno in Aquario e prima casa: la bellezza, la diversità, l’inquietudine interiore. È unico a modo suo, da sempre. Quando appare con i Måneskin spicca, è quasi un alieno. Gli altri sono bravissimi ma più inquadrabili come rockettari. Lui interpreta il suo ruolo nel migliore dei modi: è tatuato, ambiguo, intriso di malinconia e sfuggevolezza.
Le donne di ogni età impazziscono per lui. Forse non è una vera sex bomb, in fondo ha un Marte in Bilancia misurato e una Venere in Aquario amichevole. Ma spacca per la bellezza, per lo stile, per tutto quanto.
Dismessi i panni del maledetto per copione, acquista un posto di spicco tra le fashion icons. Tre pianeti in prima casa e Plutone in decima lo spingono sul palcoscenico.
In un modo o nell’altro continuerà a farlo, è nell’immaginario collettivo.
Cambierà personaggio, stile, genere musicale. Ma resterà sempre un ragazzo malinconico e particolare. Non classificabile perché mutevole, cangiante, camaleontico. Capace di salire su un palco da sconosciuto e restare all’istante impresso per sempre nel cuore del pubblico.
Quanto ai Måneskin lasciamo loro tempo di metabolizzare. In fondo le reunion prima o poi ci scappano. Hanno poco più di vent’anni, talento e carisma. Non possono essere una meteora.
Sono star e tali resteranno. Con o senza Damiano David. Che con il suo naso aquilino, l’occhio malinconico e il raschio in gola che ti smuove emozioni, continuerà a farci sognare.