Di Elon Musk – al momento l’uomo più ricco del mondo – si può dire tutto tranne che non sappia far parlare di sé. Non è chiaro se lo faccia apposta o se gli è impossibile non dire nel dettaglio ciò che pensa. Anche se quanto ha in mente va in direzione opposta a quella della maggioranza degli umani.

Qualcuno – non si sa se per senso dell’umorismo o perché ne è convinto – sostiene che abbia in sé qualche gene extraterrestre. Di certo lui non se ne offende. Anzi, sta tentando di partire per Marte, il pianeta che la fantascienza considera una seconda casa. Prima però ha scodellato uno spropositato numero di figli per migliorare il patrimonio genetico dell’universo. A diversi pargoli ha assegnato i nomi di tutte le possibili incognite matematiche, e pure di quelle impossibili. A qualcuno ha fatto venire in mente certi esperimenti di eugenetica, o un film famoso degli anni Settanta, I ragazzi venuti dal Brasile. I ragazzi in questione erano cloni di Hitler, ma era solo cinema.

Speriamo che il geniale Musk abbia in mente un altro tipo di clonazione, vai a sapere quale. Certo non sarebbe male se fosse più chiaro in quello che dice o fa. Come quando durante una conferenza pro-Trump, gli è scappato un gesto che alcuni hanno visto come un saluto nazista. Ha provveduto a smentire, ma mica tutti gli hanno creduto.

Il proverbio dice “buon sangue non mente”. Sarà vero? Il nonno materno era un ingegnere sostenitore di singolari teorie politiche, ed era un ferreo sostenitore dell’apartheid in Sudafrica, dove Elon è nato. Primogenito di un padre con cui ha raccontato di avere un pessimo rapporto, Musk restò con lui al momento del divorzio dei genitori. Nonostante il genitore si disinteressasse del fatto che venisse bullizzato a scuola e altre amenità.

Grandissimo appassionato di informatica, a diciott’anni lascia il Sudafrica per trasferirsi in Canada, terra di origine della madre, e poi in California. Diventa cittadino americano dopo qualche anno. Nel frattempo, fonda compagnie, compra società e inizia la scalata a una ricchezza esagerata.

È tra i fondatori di PayPal, poi passa a SpaceX. Per la lettera X ha una vera fissazione, tanto che nel momento in cui acquisisce Twitter lo ribattezza X. Prima ancora aveva acquistato Tesla, portandola ai vertici del mercato delle auto elettriche. Guarda sempre avanti e ha sostenuto anche i primi passi dell’Intelligenza Artificiale insieme a Sam Altman, di cui ho parlato in una StoriAstra precedente.

Insomma, l’iniziativa non gli manca, come pure la capacità di trasformarla in soldoni.

Quanto alla vita privata, è stata movimentata. È stato sposato due volte e ha avuto tredici figli. O sono quattordici? Non sembra ricordarlo nemmeno lui. Alcuni o molti tra loro, come ha dichiarato lui stesso, sono frutto di un aiutino in provetta. Una delle figlie, oggi transgender, ha disconosciuto il padre da cui a sua volta è stato disconosciuta proprio per il cambio di genere.

Notoriamente di destra, ha finanziato massicciamente la campagna elettorale di Trump. In un primo momento è stato nominato dal presidente a capo di un comitato per ridurre le spese statali. Presto sono volati gli stracci e Donald – che ha pure lui un bel caratterino – gli ha detto arrivederci. Non siamo certi che gli abbia detto anche grazie.

Ora Musk vola un po’ più basso, ma presto ritornerà a puntare oltre l’orbita terrestre. Impossibile il contrario.

Ultima nota, ha dichiarato al Saturday Night Live di essere nello spettro autistico, nello specifico con la sindrome di Asperger. Nessuno si è stupito, spiega alla perfezione il suo pensiero divergente con i neuroni orientati verso lo spazio profondo.

Quanto al gossip, si mormora di non meglio precisati ritocchini estetici, come pure che i capelli che attualmente sfoggia non siano tutti frutto di Madre Natura. Distinguere il vero dal falso, in tutti i sensi, è impresa titanica.

Sembra un personaggio inventato, eppure Musk è reale. Per alcuni anche troppo.

Visto che ama tanto lo spazio, vediamo cosa dicono del suo tema natale le stelle.

Cancro ascendente Cancro, ha un Sole in dodicesima casa che lo spinge a guardare lontano. Ma non lo fa come molti sognatori che cercano poesia nelle stelle. Lui vuole andarci proprio, oltre.

Il Mercurio sull’ascendente quadrato a Urano lo spinge a smontare i giochi per rimontarli a modo suo. Quanto a sé, non si smonta mai, anzi sa come attirare le luci della ribalta, forte di un Plutone in terza casa in trigono a Saturno in Gemelli. Così passa metà della giornata su X a commentare tutto e tutti.

Ha Mercurio da vendere e non sa stare fermo.

Affettivamente è più iceberg che geyser, con una Luna in Vergine, una Venere in Gemelli e un Marte in Aquario. La fissa di far figli la ritrovi in Giove e Nettuno in quinta casa, quella della procreazione. Ma sono opposti a Saturno e mica li fa spontaneamente. Li programma e si illude di migliorare con il suo seme il pianeta Terra. Ognuno ha le sue fisse, lui ha – anche – questa.

Di certo le stelle confermano che i suoi neuroni sono spaziali. Noi terrestri non possiamo competere. I marziani, forse, apprezzeranno.

Buon viaggio Elon! E quando sarai arrivato lassù, mandaci un WhatsApp per dirci come è andata.