
JK Rowling è una persona eccezionale, nel senso etimologico del termine. Fa eccezione e si distingue dalla mediocrità per la straordinaria capacità di narratrice. Ha saputo creare un mondo magico, quello di Harry Potter e della scuola di Hogwarts, capace di dare una forma alla fantasia di intere generazioni di giovani lettori. Cresciuti spesso senza aver letto altri libri, ma che si sono abbeverati dai suoi come da una fonte pura di meraviglia, terrore, magia.
Ce l’ha fatta contando all’inizio solo sul suo talento, e un pizzico di polvere magica delle stelle, non guasta mai. Il manoscritto del primo libro fu rifiutato da molte case editrici. Un editore poi, gli dette un’occhiata solo perché vide la segretaria immersa nella sua lettura come se non ci fosse un domani. Arrivato a casa, la figlia bambina vide il libro dattiloscritto e si tuffò nella lettura. Il resto è storia.
Giusto per testare la capacità delle case editrici di fiutare un successo, la Rowling, quando iniziò a scrivere la saga del detective Cormoran Strike mandò il manoscritto a molte case editrici, usando un nome sconosciuto che poi ha impiegato per quel ciclo di romanzi, Robert Galbraith. Anche in questo caso solo pochi furono capaci di fiutare un successo enorme.
Lo dico da grande lettore. Cormoran Strike, il cui primo capitolo lessi per caso come libro allegato a La Repubblica, è uno dei miei personaggi preferiti. Tanto che non so aspettare che un nuovo tomo venga tradotto, lo compro appena uscito in originale. L’ultimo, The Marked Man, l’ho divorato in dieci giorni. Nonostante le mille pagine e più e il fatto che io non sia affatto di madre lingua inglese.
Rinfresco le idee su questo talento assoluto con cui non andrei mai a cena nemmeno se mi offrisse ostriche e champagne in un ristorante a nove stelle e tre quarti, come il binario del treno per Hogwarts. Ovviamente lei non si sognerebbe mai di invitarmi, ma questa è un’altra storia.

Johanne Kathleen Rowling – per tutti JK – nasce il 31 luglio 1965 in Scozia, da un ingegnere e da una donna di origini francesi. Ha dichiarato di avere l’ascendente Aquario, dato fondamentale per l’astrologo. Ha una sorella minore di un paio d’anni. Sin da subito manifesta la passione per la scrittura e si laurea in letteratura francese. Si trasferisce poi in Portogallo per insegnare, qui conosce il primo marito da cui ha una figlia. Il matrimonio non è dei più felici, anzi, e presto torna in Scozia, dove scrive il primo Harry Potter. Leggenda vuole che lo abbia terminato in un periodo in cui percepiva l’assegno di disoccupazione e che lo avrebbe scritto al pub del cognato.
Fatto sta che, dopo qualche rifiuto, Harry Potter esplode e lei arriva ad essere una delle donne più ricche e note al mondo. Nel frattempo, ha conosciuto un altro uomo, che sposa e da cui ha altri due figli. La saga del maghetto diventa un vero e proprio fenomeno culturale, da cui vengono ricavati film di altrettanto successo. Giusto per capire la sua entità, già nel primo giorno di uscita dell’ultimo volume furono venduti undici milioni di copie. I lettori, che non erano affatto solo bambini, si accamparono davanti alle librerie per acquistare immediatamente il capitolo finale della storia.
Per far luce sul successo galattico, ecco cosa scrive Beppe Severgnini sul Corriere della Sera:
“Venticinque anni fa ho chiesto a mio figlio Antonio – aveva sette anni – perché la sera voleva che leggessimo Harry Potter, invece di guardarsi i cartoni animati violenti, come tutti i bravi bambini. Mi ha risposto: 1) Perché è un libro pieno di magie. 2) Perché parla di scuola, ma è magica anche quella. 3) Perché è pieno di cose schifose, come la caramella al vomito. 4) Perché ci sono gli zii cattivi, e un libro senza cattivi non vale niente.”[1]
[1] https://www.corriere.it/le-serie-del-corriere/i-grandi-inglesi/harry-potter-il-genietto-con-gli-occhiali.shtml

Se la Rowling ha creato questo mondo, il suo tema natale lo prevedeva. Vediamo come.
Leone ascendente Aquario sì, ma con la bellezza di cinque pianeti in Vergine, in casa settima. Quelli che la rendono una scrittrice capace di scrivere trame zeppe di dettagli. Incantevoli architetture narrative in cui ogni elemento ha un significato e un nome. Spesso inventato. Rendendolo poi popolare tra tutti. Come i babbani, i poveri di spirito incapaci di fare magie!
Giove, il pianeta della parola, è in Gemelli: si esprime in maniera divertente e aguzza. Ma a volte usa la lingua come un’arma, Giove è quadrato a Saturno e pure alla Luna. Sotto sotto è triste e pessimista. I cattivi dei suoi libri lo testimoniano, non si fida del mondo esterno. Anzi, è un caso di complesso di superiorità e di inferiorità mischiati, avrebbe fatto venire il mal di testa a Freud! In trigono a Giove c’è poi Marte in Bilancia. Il pianeta della guerra nel segno della giustizia. Un po’ si crede Giovanna d’Arco, ma la sua battaglia non è contro il re d’Inghilterra è contro i trans.
Marte e Nettuno sono poi in ottava casa: il mondo della morte la attira come il miele se sei orso. Non perché la spaventi. Pensa piuttosto alle infinite trasformazioni del reale, quelle insegnate alla scuola di Hogwarts, per futuri grandi maghi. Albus Silente e Hagrid la proteggono dalle creature malvage, ma al bene e al male ha dato voce e forma lei stessa. Lei nella vita vera di magie ne ha fatte tante, come pure è stata baciata in fronte da una bacchetta magica, magari la Spara Fuoco di Harry Potter. Il maghetto con la saetta in fronte, eroe e nume tutelare di intere generazioni.
Gloria fu per la Rowling, stima universale e un patrimonio inestimabile. Eppure… Per motivi ideologici, forse, o per oscure nubi interiori è partita per una singolare guerra santa.

Qualcuno ha insinuato che si fosse impossessato del suo spirito una entità malvagia frutto della sua fantasia. E magari a parlare fosse Voldemort, o uno dei suoi scagnozzi. E non JK. Ma sono maligni, si sa, come molti suo personaggi.
Una spiegazione astrologica c’è. Per Luna e Venere in Vergine ha una femminilità insicura, così usa il Leone dentro e sbrana chi crede possa insidiare il suo ruolo.
La Rowling, infatti, sempre più vicina a gruppi di femministe radicali, ha iniziato a spargere letame sulle persone trans. Non vere donne, a suo dire, perciò indegne di essere considerate tali. Arrivando a battute di dubbissimo gusto, come quelle rivolte all’incolpevole pugile algerina che, alle ultime olimpiadi, ha vinto l’oro. O di insultare gli attori dei film tratti dai suoi romanzi, attenti a rispettare le diversità sessuali. Ma JK non si scoraggia e, sui social, lancia anatemi a raffica. Su tutto e tutti.

Nessuno mette in dubbio le opinioni personali, ci mancherebbe, ma la classe non è acqua. Soprattutto se a sparare – in malo modo – è un mito dei giovanissimi. Che, in tempi di politicamente corretto, in gran parte la biasimano se non la disprezzano per quanto dice. Pur non riuscendo a smettere di leggere i suoi libri o di guardare i film che ne sono tratti. Come faccio io.
Insomma, ha creato mondi in cui ti tuffi senza salvagente. Ha fatto miliardi di dollari, letteralmente, ma ha questo odio singolare verso una minoranza fragile. E i fan si scatenano. “Come puoi dormire la notte, sapendo di aver perso un’intera fetta di pubblico che non comprerà più i tuoi libri?”, le scrisse un utente su X nel 2022.
“Leggo gli ultimi resoconti sulle mie royalties”, rispose la Rowling, “e il dolore passa in fretta”.
Proprio un Leone, io sono io, voi non siete un c..zo!
Se l’ideologia della Rowling è quanto meno discutibile o lo è il modo in cui la manifesta, mi inchino di fronte alla capacità unica di inventare storie. Quelle che mi fanno leggere ogni suo nuovo libro di oltre mille pagine in due settimane e in lingua originale. Ci vuole un mago per riuscirci.
PS: Sto aspettando con ansia il prossimo libro di Cormoran. JK, promettimi che sarà l’ultimo, una certa vicenda deve concludersi e io ho una certa età. Vorrei sapere come va a finire, prima di raggiungere il mondo dei più.
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